Terapia domiciliare: intervista all’avvocato Grimaldi

Ci siamo sostituiti alle istituzioni ….

Curarsi a casa

L’avvocato Grimaldi racconta che l’iniziativa è nata durante il primo lockdown quando il virus sembrava una bestia insormontabile. “Stando a casa notavo che in alcune regioni c’erano più decessi rispetto ad altri – ha detto – cominciai a capire che c’era qualcosa che non mi quadrava sull’approccio terapeutico”.

Così, dall’idea di un avvocato, nacque un primo gruppo Facebook che si chiama l’Esercito bianco in cui confluivano medici di diversi territori italiani e lì iniziarono le dirette per far confrontare i territori. “Misi in contatto Luigi Cavanna di Piacenza, uno dei primi a iniziare le cure precoci a domicilio e a oggi ha curato circa 530 pazienti a casa con una ospedalizzazione molto ridotta. Lo collegai ad Andrea Mangiagalli della Lombardia, il professor Garavelli delle malattie infettive di Novara, e tanti altri medici che volevano capire come fare a curare questo virus“.

Nell’intervista si ricostruisce tutta la battaglia legale portata avanti dall’avv. Grimaldi e dal suo gruppo. “Si deve ricordare che io mi sto sostituendo alle istituzioni – afferma Grimaldi, rispondendo anche alle affermazioni fatte tempo fa da Burioni – Noi stiamo facendo qualcosa che doveva fare il governo o le Regioni e non certo io. Se sono così tante le persone a chiederci aiuto significa che c’è qualcosa nel sistema che non sta funzionando”

Terapia domiciliare Covid, come funziona il comitato nato su Facebook

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione Milano Metropoli.org

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