L’ippocampo flambé di Lucio Zucchi

Recensione di Gabriele Missaglia

Che valore hanno i ricordi? . Ci sono molti libri che parlano di memorie, sviluppate su carta come musiche che proseguono, si interrompono e si riavvolgono a sfalsare la linea temporale, quasi la memoria non fosse altro che lavoro sapiente lavoro di regia. E la ragione per cui ho apprezzato questo libro sta proprio nel fatto che nello sviscerare questo tema, l’autore @luciozucchi prende un’altra strada. . In sè a mio modo di vedere il ricordo è visto in modo buffo dalle premesse, “tragico” nel suo complesso.

La parte buffa sta nel fatto che i tre protagonisti si trovano su una baita, ricordano a memoria tutto il loro passato, nel minimo dettaglio, ma non sanno dire il motivo per cui sono lì. Il che è super rocambolesco: sanno sciorinare gli avvenimenti più importanti della loro vita, dalla fondazione del muro di Alassio e oltre, ma non hanno memoria del loro presente. . Ed è questo fatto che mi fa propendere per una lettura tragica, del fenomeno ricordo: perchè a tratti sembra che Leo sia proprio un contabile della memoria, una persona che ha paura di perdere tracce della sua vita, e quella dei suoi amici, ma che poi inevitabilmente dimentica di formarne di nuovi.

Forse è solo una mia impressione sbagliata, ma delle volte più che delle pietre miliari, questi mondi del passato sembrano avere la forma di una zavorra. . So che dovrei parlare dello stile, della leggibilità e di tutto l’apparato formale, ma anche fosse molto ben costruito, come in effetti è, devo dire che il ragionamento affascinante sulla dimensione della memoria vale assolutamente il prezzo del biglietto. . Nota a margine: il titolo è super stupendo, e per gente poco sveglia come il sottoscritto, comprendere a cosa si riferisce ha la dimensione di un’epifania grossa quanto veder Lazzaro ergersi da sotto il naso, dopo averlo visto morire un attimo prima. . . P.S. Ringrazio l’autore per questo bellissimo spunto e mi viene da chiedervi lo stesso: che rapporto avete coi ricordi; li sentite come zavorre o come pietre miliari sulle quali fondare la vostra vita?

G.Missaglia

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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