Conte vuole indire gli Stati Generali: ha scelto il nome sbagliato

Stati generali del 1789 - Wikipedia

L’idea nacque nella Francia del XIV secolo, quasi cinquecento anni prima della Rivoluzione, quando gli Stati Generali, scrive la Treccani, erano costituiti dall’assemblea generale dei rappresentanti dei 3 ordini o Stati: clero, nobiltà e ‘terzo Stato’, ossia la borghesia

AGI – La convocazione degli Stati generali dell’Economia e l’illustrazione del ‘Recovery plan’ da parte di Giuseppe Conte sono state criticate dal Pd come iniziative ‘unilaterali’, “delle uscite a freddo” del Presidente del Consiglio. Ma cosa sono questi Stati Generali di cui si parla tanto.

Chi partecipa agli Stati Generali

L’idea nacque nella Francia del XIV secolo, quasi cinquecento anni prima della Rivoluzione, quando gli Stati Generali, scrive la Treccani, erano costituiti dall’assemblea generale dei rappresentanti dei 3 ordini o Stati: clero, nobiltà e ‘terzo Stato’, ossia la borghesia.

Chi li convocò per primo

Furono convocati per la prima volta dal re Filippo il Bello il 10 aprile 1302 nella chiesa di Notre-Dame a Parigi. Le elezioni dei rappresentanti  procedevano attraverso una prima designazione di elettori locali (mediante gli Stati provinciali), i quali si riunivano nel capoluogo, elaboravano i cahiers de doléances (quaderni nei quali erano raccolte, per ciascun ordine, le lamentele e i voti da presentare al sovrano) ed eleggevano i deputati all’assemblea generale.

Cosa facevano gli Stati Generali prima della Rivoluzione

Durante la convocazione, i 3 ordini si riunivano separatamente per redigere un cahier unico basato su quelli provinciali e un solo deputato per ogni stato parlava nell’assemblea generale e nell’ordine: clero, nobiltà e terzo stato. Poi si scioglievano senza attendere la risposta del governo del re.

Dal 1484 furono convocati periodicamente e intervennero nella deliberazione e ripartizione delle imposte. L’ultima convocazione si ebbe nel 1789, quando furono trasformati in una Assemblea nazionale costituente.

Negli Stati provinciali, a differenza dei generali, la rappresentanza dei 3 ordini era elettiva solo in minima parte, il terzo stato non essendovi rappresentato che dalle città, le quali delegavano uno o più ufficiali municipali.

Cosa facevano gli Stati provinciali

La funzione principale degli Stati provinciali era di votare i sussidi richiesti dal sovrano; erano inoltre competenti in materia fiscale, venendo le imposte stabilite, ripartite ed esatte secondo le usanze e per mezzo di funzionari provinciali.

Nell’unione delle Province Unite, gli Stati generali erano l’organo federale composto dai delegati, con precisi incarichi delle singole province. Istituito dai duchi di Borgogna (XV secolo), furono riuniti nel 1576 per deliberare la costituzione di un esercito federale delle province cattoliche e riformate; fallito il trattato del 1576, con l’Unione di Utrecht (1579) divenne, con il consiglio di Stato e gli statolder, organo federale. Gli Stati Generali rimasero attivi fino alla rivoluzione del 1795, quando vennero sostituiti dall’Assemblea generale.

fonte

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione Milano Metropoli.org

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