“La decisione di istituire la zona rossa era governativa”dice il pm di Bergamo

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© Nicola Marfisi / Agf  – Controlli di esercito e forze dell’ordine ai varchi, nel basso lodigiano, per il controllo delle aree all’interno della zona rossa

Nel giorno della contestazione dai cittadini di Bergamo, pochi ma molto arrabbiati, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, incassa un assist inaspettato dal procuratore aggiunto di Bergamo, Maria Cristina Rota, riguardo ai casi di Nembro e Alzano

Dopo averlo ascoltato per oltre due ore nell’ambito della sua indagine, il magistrato dichiara a microfoni aperti che “da quello che ci risulta la decisione di istituire la zona rossa di Nembro e Alzano era governativa”.

In sostanza, almeno su questo fronte sembra dare ragione al numero uno leghista che oggi sul punto ha ribadito quanto già affermato ieri dal suo assessore al Welfare, Giulio Gallera. Per entrambi era di competenza dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte stabilire di chiudere ai primi di marzo le due cittadine dove già il contagio, anche a causa della mancata chiusura dell’ospedale di Alzano, era massiccio.

“Noi vogliamo lavorare serenamente – ha aggiunto Rota – abbiamo bisogno di pace, c’è un dovere da parte nostra di rendere giustizia. In questo momento siamo al primo gradino di ricostruzione dei fatti“. Anche se, almeno sul tema della zona rossa, le prime conclusioni sono già arrivate e a questo punto potrebbe profilarsi un trasferimento dell’indagine a Roma per indagare al meglio questo aspetto. Non è detto che un’eventuale mancanza da parte del governo significhi anche responsabilità per la giustizia penale. “Vanno ricostruiti i nessi di causalità”, ha avvertito Rota.  

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