Coronavirus: per Milano è un grosso guaio

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È il mondo alla rovescia: le prenotazioni che sfumano e le disdette che si accumulano, peraltro nel cuore della Milano trendy e nel primo hotel dei profumi del mondo. “Non è un danno: è un disastro. La vicenda del coronavirus è stato gestita in modo pessimo e ne paghiamo le conseguenze. Ma reagiamo con compostezza e realismo. Offrendo ai clienti l’eleganza che meritano ma anche rassicurazioni”. Ci sono preoccupazione e indignazione, ma anche pragmatismo e voglia di resistere, nelle parole che arrivano da Roberto Martone, amministratore unico del Magna Pars, cammeo dell’hôtellerie di charme nel design district Tortora e gioiello del Gruppo ICR-Industrie Cosmetiche Riunite.

Con un dato pesante: un tasso di occupazione delle camere bassissimo rispetto al 94% registrato solo pochi giorni fa, durante la settimana della moda. «Le cifresono ingenerose, bisogna prenderne atto. E riguardano sia la clientela italiana che quella straniera. Attualmente, al Magna Pars, abbiamo 55 suites: siamo prima scesi al 25% e adesso al 14% di occupazione. E non va meglio nell’ambito congressuale. Ospitiamo ogni mese una dozzina di eventi. E ora ci troviamo con l’annullamento di quelli programmati fino a tutto aprile”. Con conseguenza anche sulla voce food&beverage. “Inevitabile. Abitualmente il nostro ristorante opera per la cena con una cucina di mare e, a pranzo, con una proposta bistrot. L’attività serale è stata cancellata. E registriamo una presenza media di 6-8 persone su 60 coperti disponibili”. In che modo cercate di gestire i timori degli ospiti? “Il loro stato d’animo va rispettato e anche interpretato. Abbiamo sanitarizzato gli spazi comuni e piazzato pannelli informative nella hall, invitandoli a seguire le precauzioni indicate dalle autorità regionali e nazionali. E abbiamo fornito le camere di presidi igienizzanti e medici”.

di PAOLO GALLIANI

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione Milano Metropoli.org

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