consumismo
Calca incredibile davanti al Negozio NikeLab, è dovuta intervenire la polizia, molti degli entusiastici acquirenti hanno passato la notte davanti alle vetrine per essere i primi a vedere e acquistare la nuova linea.
Il segnale che dobbiamo cogliere è quello assai deludente di gente che vive solo per “avere” qualche cosa e non per “essere” qualcuno, ma questa è storia vecchia. In questa società malata purtroppo l’avere e l’essere si sommano, in poche parole se tu non hai le scarpe ultimo modello, non sei nessuno.
Non lamentiamoci poi se i giovani vengono scippati o se addirittura scippano per appropriarsi di cose che non posseggono, sta ai genitori demolire ai loro occhi il valore di un capo firmato, far capire ai propri figli che vestire in modo non convenzionale è bello, è segno di spiccata personalità. Mi viene in mente un signore d’altri tempi che davanti alle insistenze del figlio adolescente che voleva a tutti i costi una cintura firmata per i suoi jeans, gli disse: “su portami la cintura che te la firmo”…
Certo si fa più in fretta e costa minor fatica comperare al bambino prima e al ragazzino poi, tutto ciò che vuole, anche se i tempi in cui viviamo non consentono spese folli per mantenere i figli alla moda, senza capire che così si uccide il desiderio di ottenere, magari con un sacrificio, qualche cosa che si desidera tanto.
Ho sentito pochi giorni fa, proporre l’adozione del grembiule a scuole, credo sia un’ottima idea, servirà a smorzare le invidie malcelate dei piccoli alunni, e chissà, forse li farà concentrare sugli studi.
Manuela Valletti

Di the milaner

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