
Donald J. Trump prende sempre più le distanze da Israele. La narrazione inizialmente era quella di due stati (USA-ISRAEL) indissolubili che agivano all’unisono. Via via le cose si sono fatte più fumose, un Trump ambiguo e criptico, fino ad arrivare alla separazione netta per differenti vedute militari e politiche:
L’Israele del Governo Sionista Netanyahu vuole la nascita del Grande Israele per il predominio del Medio Oriente e poi del Mondo intero. L’USA di Donald J. Trump vuole un’Età dell’Oro di prosperità e di pace: “La Pace attraverso la forza”.
Questa visione è molto diversa dalla vecchia “esportazione di democrazia”. La Pace la si ottiene con la Fermezza, con la Diplomazia, non con l’arroganza e l’aggressione.
In questo nuovo scenario gli Americani si pongono non più come braccio armato delle Forze Oscure in giro per il mondo, ma da attori principali per la risoluzione dei conflitti. Gli attacchi militari vengono sferrati solo contro gli arroganti (Leggi proxy islamisti) e contro chi minaccia di invadere i territori statunitensi. La diplomazia resta la via maestra. E’ un po’ la strada che ha definito la Russia di Putin con la questione Ucraina. Le due nazioni infatti sono gli alleati perfetti, il trait d’union fra il Nuovo occidente ed il Nuovo Oriente.
Israele ha invece ancora una mentalità da Vecchio Testamento. Fatta di guerre e saccheggio. Fatta di ideologia religiosa basata sul suprematismo e non sul collaborazionismo. Non più compatibile con la GOLDEN AGE trumpiana.
Le due visioni sono nettamente incompatibili.
La separazione è inevitabile.
Oggi Trump, per l’ennesima volta, critica le azioni militari di Israele contro il Libano, che, tra l’altro, dimostrano una netta separazione decisionale dei due Stati: Israele non sa cosa decidono gli Stati Uniti e gli Stati Uniti non sanno cosa sta decidendo Israele. Commette un errore chi afferma che Stati Uniti ed Israele sono un unico elemento. I fatti lo smentiscono continuamente. Ecco lo Statement di Trump in cui critica Israele per mandare a monte gli accordi di pace con l’Iran:
“L’attacco di questa mattina a Beirut non sarebbe dovuto accadere, soprattutto in un giorno così speciale, quando siamo così vicini a un accordo di pace con l’Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l’attacco a cui ha risposto era di portata molto limitata e insignificante, nessuno è rimasto ferito o ucciso, e non dovrebbe interrompere questo importante processo. Siamo molto vicini a un accordo che porterà la pace nella regione, Libano compreso, e tutte le parti dovrebbero desistere. Non dovrebbero esserci più attacchi da parte di Israele in Libano, ma non dovrebbero esserci nemmeno più attacchi da parte di nessun altro, incluso Hezbollah, contro Israele. Questo potrebbe essere l’inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola! Grazie per l’attenzione.”
(Presidente DONALD J. TRUMP – 14 giugno 2026)
Subito dopo Trump dice che chiederà all’Iran di non rispondere con attacchi missilistici a seguito degli attacchi israeliani in Libano.
Trump crede che un accordo con l’Iran sarà firmato entro le prossime due o tre ore.
(Fonte: Fox News)
Nel mentre Putin ha avuto una chiamata telefonica di circa un’ora con Trump per fargli gli auguri di compleanno…
