flop del pnrr

Prima di tutto, i fatti. Il male dell’Italia viene da lontano e gran parte dei governi vi hanno contribuito in un modo o nell’altro, ma da quanto lontano? In modo più visibile, dagli anni ’80.

La colpa di questi fallimenti, certo, non è solo dell’attuale governo. In alcuni casi le riforme e gli investimenti erano stati impostati, così come sono, già dall’esecutivo giallo-rosso nel 2020-2021. Ma, con la crescita zero, sta salendo sempre più la pressione perché il ceto politico rinunci alle sue stranezze e offra risposte razionali. Commenta il direttore generale di Assonime Stefano Firpo, a proposito delle recenti polemiche per lo 0,1% in più che ha impedito all’Italia di ridurre il deficit al 3% del Pil: «Sembra che tutti i guai economici vengano da uno 0,1% di Pil in meno o di deficit in più. La realtà è un’altra – dice Firpo, che ha lavorato al ministero dello Sviluppo economico durante il governo di Matteo Renzi –. L’economia è ferma: vi è stata una colossale iniezione di spesa pubblica fra Pnrr e superbonus che non sta aumentando, né la produttività né la crescita. La bassa crescita ha una radice che neppure questo governo ha sradicato: il fatto che le entrate governative sono il 47,7% del Pil e le spese sono il 50,8% del Pil». La conclusione di Firpo: «Quando più della metà del Pil è distribuito dalla mano pubblica, il mercato è soffocato. Le imprese sono al guinzaglio dei decreti. I cittadini sono drogati dai bonus. Si poteva fare diversamente? Citofonare al Portogallo che ha fatto scendere il debito/Pil di 45 punti o alla Grecia del 54%. La trappola della bassa crescita non si combatte con la spesa pubblica, ma attivando quella privata: questo è il vero mancato risultato del Pnrr».

Fonte: Corriere In questo eccezionale articolo il Corriere ci ricorda che tutto il male dell’Italia inizia negli anni ’80. Ma ovviamente si dimentica di dire che proprio nell’81 c’è stato il divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro. Guarda caso. E ovviamente cosa propone? Di fare come la Grecia, i cui cittadini non hanno nemmeno più la sanità, oltre che prospettive, né pensioni, né futuro e lavorano praticamente sempre.

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Di the milaner

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