Dopo mesi di acceso dibattito, domenica 22 e lunedì 23 marzo gli elettori sono chiamati a esprimersi sulla riforma della Giustizia che punta alla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti e che modifica diversi articoli della Costituzione, prevedendo l’istituzione di due distinti Csm (uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente), la creazione dell’Alta corte disciplinare e un meccanismo di estrazione a sorte di alcuni componenti degli organi di autogoverno.

COS’È E COSA FA IL CSM

  • Il Consiglio superiore della magistratura si occupa delle carriere di giudici e pm: le assunzioni, le assegnazioni e i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati, come prevede l’attuale articolo 104 di Costituzione. 

LA COMPOSIZIONE DEL CSM

  • Del Csm fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione. Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune, tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati dopo quindici anni di esercizio. Questo cambierebbe con il sorteggio.

Posizione del SÌ (Alberto Balboni) “Questa riforma contribuirà a darci una giustizia più imparziale e quindi più giusta (…) che richiede che il processo avvenga di fronte a un giudice terzo e imparziale. È chiaro che non ci può essere un giudice terzo e imparziale fino a quando è stretto parente del pubblico ministero che rappresenta l’accusa. Oggi giudice e pubblico ministero condividono lo stesso percorso, persino nello stesso organo di autogoverno. Non si possono dire separate le carriere finché restano nello stesso Consiglio Superiore: separare le funzioni non basta, serve una distinzione reale e definitiva”.

Posizione del NO (Rocco Gustavo Maruotti) “L’autonomia e l’indipendenza di cui godono i magistrati italiani è molto forte, ma è stata voluta così dai padri costituenti per garantire una effettiva separazione dei poteri. Se si voleva portare a compimento il progetto della separazione delle carriere, si poteva farlo modificando la legge sull’ordinamento giudiziario, prevedendo addirittura due concorsi diversi (…). Non vi era alcuna necessità di intervenire sul Consiglio Superiore della Magistratura e sui suoi equilibri, che poi sono equilibri che si riflettono sull’equilibrio complessivo della nostra democrazia.”

Buon voto

Manuela Valletti

Di the milaner

foglio informativo indipendente del giornale

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