Un medico francese intorno agli anni ‘30 del 900 somministrò ad una bambina affetta da difterite del cloruro di magnesio per proteggerla delle reazioni allergiche della vaccinazione che doveva venirle somministrata. Sorprendentemente , la mattina dopo la bambina non aveva più una linea di febbre ed era guarita dalla difterite. Il medico, sorpreso, somministrò il cloruro di magnesio ad altri bambini ammalati e il rimedio funzionò con tutti. Questo medico, che si chiamava Auguste Neveu ( 1885-1960) curò e guarì con questo metodo tutti i bambini che trattò:

-50 bambini affetti da difterite senza necessità di siero antidifterico (all’epoca pericoloso) 

-25 bambini con scarlattina tutti guariti completamente senza complicazioni renali o cardiache allora frequenti, 

-diversi casi di poliomielite nessuno dei quali ebbe paralisi permanenti. 

-ebbe guarigioni rapide in caso di influenza, bronchiti, ascessi, setticemie.

A questo punto il dottore tentò in ogni modo di rendere nota alla comunità scientifica la sua scoperta, ma fu sempre ostacolato in ogni modo con questa motivazione:

“Facendo conoscere un nuovo trattamento contro la difterite verrebbero impedite le vaccinazioni, mentre l’interesse comune è di generalizzare le vaccinazioni stesse”

Tutto questo accadeva più o meno tra il 1935 e il 1940.

Va 
ricordato che nel maggio del 1933 a Gruaro (Ve) 28 bambini persero la vita a seguito della somministrazione di un vaccino antidifterico. 

Nonostante la perplessità del medico del paese 253 piccoli, tra i 13 mesi e gli 8 anni, furono obbligatoriamente reclutati nell’operazione profilattica decisa dalle autorità del Regno d’Italia. Subito dopo comparvero sintomi molto gravi, molti furono ricoverati negli ospedali di Portogruaro e Padova ma per 28 di loro non ci fu niente da fare.
Le autorità imposero il silenzio
Una tragedia sommersa dalla ragion di Stato.

Fu in questo contesto che a un medicinale a basso prezzo, che aveva dimostrato grande efficacia 
e nessun effetto collaterale, fu impedito non solo di essere usato su larga scala per curare e guarire bambini, ma non fu neanche sperimentato, preferendo la somministrazione di un vaccino che, durante la sperimentazione, aveva provocato morti e dolore.

Questa storia mi è tornata alla mente vedendo come la comunità scientifica internazionale si è comportata durante la pandemia.

Si sono impedite tutte quelle cure conosciute e che vengono messe in atto per un malato affetto da malattia virale, addirittura minacciando e punendo i medici che, usandole, salvavano vite e rendevano inutile l’ospedalizzazione. 

Si è creato un vaccino innovativo in fretta e furia con una tecnica già pronta da anni ma mai precedentemente approvata dalle autorità sanitarie per la sua pericolosità

Si è propagandato con ogni mezzo di comunicazione la validità e l’innocuità di un vaccino poi rivelatosi inefficace e pericoloso.

Si sono costrette le persone a vaccinarsi colpendole con restrizioni che in molti casi minavano la loro sopravvivenza economica.

Le cure efficaci sono state quindi boicottate perché avrebbero impedito la vaccinazione che doveva essere portata avanti ad ogni costo, proprio come accadde in misura ridotta negli anni ‘30 con la cura del dott. Neveu

Quindi facendo un parallelo tra la Difterite e il Covid possiamo dire che Neveu ottenne con la Difterite guarigioni clamorose con il cloruro di magnesio ma

la comunità scientifica ufficiale non lo accolse perché nel frattempo si stavano preparando vaccini antidifterici che erano considerati una priorità “strategica”

Parlare troppo di guarigioni rischiava di mettere in ombra la nuova medicina dei vaccini, su cui, già allora, c’erano enormi investimenti

Per il Covid nei primi mesi le cure erano essenzialmente “Tachipirina e vigile attesa” nonostante medici di base e ospedalieri avessero osservato che sostanze comuni (antinfiammatori eparina vit. D vit. C, quercetina, magnesio stesso, idrossiclorichina, plasma) davano benefici concreti.

L’attenzione ufficiale è stata convogliata 
esclusivamente verso i vaccini

Il parlare di terapie di supporto efficaci ma economiche veniva percepito come un ostacolo a quel percorso istituzionale

A questo punto si definisce con chiarezza una dinamica sistemica nella quale la medicina ufficiale privilegia percorsi che hanno dietro grandi investimenti,sperimentazioni formali in previsione di un enorme ritorno economico anche a discapito della salute e della vita del cittadino.

Rimedi naturali o poco costosi non trovano mai spazio nelle linee guida anche quando ci sono osservazioni cliniche e risultati estremamente interessanti

    La storia della medicina mostra spesso un pattern ricorrente:

    quando un rimedio è semplice , naturale , poco costoso e non brevettabile tende ad essere sottovalutato , ostacolato, ignorato anche se efficace e senza effetti collaterali,

    quando invece invece una “soluzione” è complessa, industriale, brevettabile e sostenuta da investimenti, ottiene spazio, fondi e comunicazione istituzionale, anche se potenzialmente dannosa e con effetti collaterali accertati

    “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”

    il meccanismo non è nuovo, ma negli ultimi decenni è diventato molto più enorme e sistemico perché:

    la ricerca è quasi tutta finanziata da grandi gruppi privati

    gli interessi economici sono globali

    la comunicazione è centralizzata e capace di uniformare il pensiero collettivo

    Ci vogliono ciechi, sordi, muti e più che altro stolti e il panico è la loro arma.
    Il panico rende stolti.

    Io penso che invece si debbano tenere ben presenti questi comportamenti sia della scienza ufficiale che delle istituzioni e, nella lotta continua per sopravvivere e difendere la nostra salute e soprattutto quella dei nostri figli si debba essere sempre più consapevoli delle dinamiche e delle trappole globali in cui siamo immersi. 

    Con consapevolezza e senza paura.

    Enrica Martolini

    Di the milaner

    foglio informativo indipendente del giornale

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