Secondo Massimo Cacciari, l’Europa è seduta su una polveriera che potrebbe esplodere da un momento all’altro. In un’intervista ripresa da italianews, il filosofo non ha usato mezzi termini: in caso di guerra aperta tra Russia e Stati Uniti, il Vecchio Continente sarebbe il primo e vero campo di battaglia, con conseguenze devastanti. “Se Putin e Trump litigano, qui non resta nulla”, ha dichiarato.
Una visione che trova eco anche su affaritaliani, dove si sottolinea la fragilità strategica dell’Europa: senza una vera autonomia militare e con un’alleanza NATO sempre più divisa, l’UE rischia di diventare la vittima sacrificale di uno scontro tra superpotenze.
Nel frattempo, come scrive formiche, la diplomazia si mostra paralizzata e le possibilità di un compromesso tra Mosca e Kiev sembrano ogni giorno più remote. E mentre Washington e Mosca giocano a Risiko globale, l’Europa si limita a osservare… e obbedire.
Cacciari, pur non giustificando le azioni di Putin, denuncia una narrazione occidentale “ipocrita e pericolosa”, che alimenta il conflitto invece di disinnescarlo. E non è l’unico: sempre più intellettuali ed ex diplomatici europei chiedono un cambio di rotta, prima che sia troppo tardi.
Davvero l’unica strada possibile è lo scontro? O ci stiamo condannando da soli con il nostro silenzio?
L’Europa è pronta a essere il campo di battaglia tra giganti? Oppure stiamo solo facendo finta di non vedere il disastro che ci aspetta?
L’immagine del post è grafica o AI a scopo illustrativo. I fatti riportati sono reali e documentati.
