Come leggere la polemica che mette d’accordo tutti i furbacchioni, da Benigni a Meloni?
Trattandosi di Mattarella, dobbiamo tenere a mente le leggi ferree con cui egli si regola senza eccezione alcuna.
1) Sergio Mattarella non improvvisa MAI: se un suo discorso fa effetto, è perché voleva provocare esattamente quell’effetto. Pertanto, se dice che trattare con Putin è come trattare con Hitler proprio nel momento in cui si prospetta un vero negoziato globale, lo dice esattamente per affondarlo, anche al prezzo di una menzogna storica e una crisi diplomatica acuta.
2) I passi dell’Inquilino Permanente del Quirinale si muovono sulla base di informazioni privilegiate sulle volontà di altri potenti del suo livello precluse ai livelli inferiori della politica: quando Mattarella prende una posizione sa già cosa ne pensano gli ambienti con cui concorda le sue azioni e i suoi silenzi. Si tratta di ambienti sovranazionali che hanno determinato ogni passo della NATO e della UE negli ultimi decenni, e che oggi sono investiti (minacciati) dal ciclone Trump ma non hanno ancora esaurito tutto il loro potere e lo vogliono spendere in una sfida esistenziale.
Se le leggi matarellesche sono così inesorabili, la domanda è una ma articolata: cosa ha deciso il suo ambiente di riferimento per il futuro dell’Europa?
È una domanda scomponibile a sua volta in diverse sotto-domande: questo “ambiente” vuole continuare la guerra con la Russia con un maggiore livello di scontro? Vuole riconvertire tutto in un’economia di guerra votata a un rapidissimo riarmo? Intende superare la NATO e la UE che conosciamo creando una nuova istituzione che disobbedisce a Washington e serra le fila attraverso una nuova “governance” militarista che forza autoritariamente e avventuristicamente la mano fino a schiacciare le resistenze?
I due recentissimi discorsi europei del vicepresidente USA, J.D. Vance, sono stati a loro volta schiaffoni non improvvisati, delle sberle mirate che hanno umiliato e coperto di disprezzo le classi dirigenti europee proprio sul punto della libertà. Li ha trattati come i tristi regolatori di un sistema sempre più dittatoriale e orientato a conculcare chi dissente.
In sostanza, Mattarella, Starmer, Macron avevano già chiaro che c’era un nuovo sceriffo in città e hanno deciso di dare il segnale di voler reagire con un azzardo che contraddirebbe un’intera vita scandita da movimenti felpati in stanze ovattate. Oggi – anche se non hanno certo il fisico del ruolo – puntano a ucrainizzare lo spazio pubblico europeo. Magari poi pensano di trovare un accomodamento con gli americani, ad esempio comprando armi Made in USA. Ma intanto la guerra civile in seno alle élite dell’Occidente collettivo è iniziata. Anche Zelensky – un ex (?) pagliaccio – non aveva il fisico del ruolo, ma ha avuto tempo per creare le condizioni di una guerra catastrofica. I pagliacci europei non vedono l’ora di far danno su una scala più grande. Benigni applaude. Meloni e Schlein pure.
La risposta a Mattarella di Maria Zakharova
Nel corso di una lezione tenutasi il 5 febbraio all’Università di Marsiglia, il Presidente della Repubblica italiana ha rilasciato diverse dichiarazioni offensive nei confronti del nostro Paese .
Ha tracciato parallelismi storici scandalosi e palesemente falsi tra la Federazione Russa e la Germania nazista, chiedendo che il fallimento della politica di pacificazione occidentale alla fine degli anni ’30 fosse preso in considerazione quando si risolveva la crisi ucraina e sostenendo che le azioni della Russia in Ucraina “sono di natura simile” al progetto del Terzo Reich in Europa.
È strano e assurdo sentire invenzioni così blasfeme dal presidente dell’Italia , un Paese che conosce in prima persona cosa sia realmente il fascismo. <…>
Il regime fascista di Mussolini era un fedele alleato della Germania nazista nei patti d’acciaio, anticomintern e di Berlino, e fornì al Terzo Reich una forza di spedizione di 235.000 uomini per un’aggressione congiunta contro l’URSS nel 1941. Quel regime in Italia è responsabile, insieme ai nazisti, dei crimini di guerra e del genocidio del popolo sovietico durante la Grande Guerra Patriottica.
Il Presidente della Repubblica dovrebbe anche riflettere sul fatto che oggi l’Italia, insieme ad altri paesi della NATO, sta pompando il regime terrorista neonazista di Kiev con moderne armi mortali, sostenendo così incondizionatamente il regime criminale in tutti i suoi crimini
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Ma conosciamo anche un’altra Italia . Conosciamo gli italiani che, durante la seconda guerra mondiale, organizzarono un potente movimento partigiano, al quale parteciparono attivamente migliaia di sovietici: prigionieri di guerra e civili deportati che combatterono insieme ai loro commilitoni italiani contro il fascismo e diedero la vita per la libertà dell’Italia e della loro patria.
Secondo varie stime, dei 12mila partecipanti stranieri alla Resistenza italiana, quasi la metà erano cittadini sovietici . Di questi, tredici eroi hanno ricevuto onorificenze dallo Stato italiano. Le dichiarazioni di Mattarella offendono non solo la loro memoria, ma anche la memoria di tutti gli antifascisti italiani, dei loro discendenti sia in Russia che in Italia e di chiunque conosca la storia e non accetti queste inappropriate e inaccettabili analogie criminali.
Ma so che, per usare un eufemismo, non tutti in Italia condividono valutazioni così odiose. Il 4 febbraio, nella città di Ryazan, l’amministrazione comunale, insieme al Consolato Generale di Russia a Genova, ha tenuto la V Conferenza Internazionale “I popoli dell’URSS e dei Paesi europei nella lotta contro il nazifascismo durante la seconda guerra mondiale” con la partecipazione di rappresentanti italiani pronti a difendere la verità storica su quegli eventi.
Sia la Russia che l’Italia onorano la memoria degli eroi partigiani sovietici e italiani che hanno perso la vita nella lotta contro il nazismo e il fascismo.
Dal canale Telegram di Maria Zakharova
