di Rosa Maria Corti

L’interesse per le vicende umane e storiche della regina dei Longobardi, Teodolinda, che sempre mi hanno appassionata spingendomi a scrivere un libro intitolato “Teodolinda e il mistero della Venere Ceraunia”, edito da Montedit, oggi mi porta sulle colline dell’alta Brianza che fanno da corona a Oggiono (Lc), là dove sorgeva un lago che, secondo la leggenda, sarebbe stato fatto prosciugare dalla sovrana per recuperare il corpo del figlio Adaloaldo che vi sarebbe annegato.

É una zona amena, con vista sui laghi briantei, Prealpi e Alpi e antiche cascine come quelle di Figina e Polgina, quest’ultima dominante una costiera alla base della quale i torrenti, che scendevano dai vicini monti, avevano creato un lago, forse proprio quello fatto prosciugare da Teodolinda per ritrovare il corpo del figlio che tanto amava pescare.

Il piccolo borgo di Figina, abitato fin dai tempi dei Romani, sembra derivare il suo nome da un termine latino che richiama la presenza di una fornace nella quale si produceva cotto, ma a rendere interessante la sua storia è la presenza di un monastero sotto la diretta dipendenza di Cluny.

Il monastero, alla fine del settecento, con l’arrivo dei Francesi fu soppresso e tutte le terre e i beni messi in vendita furono acquistati da un negoziante milanese, Giuseppe Prinetti.

In seguito ad accorte politiche matrimoniali , alla fine dell’ottocento, subentrò la famiglia Amman i cui eredi ancora oggi detengono la proprietà del borgo compresa la chiesetta dedicata a San Nicolao e San Sigismondo.

Realizzata subito dopo il 1107, la chiesa è un esempio di architettura romanica borgognona. Nell’atto di fondazione del 16 agosto 1107, conservato nella Biblioteca Nazionale di Francia, appare inoltre una delle prime attestazioni del toponimo “Brianza”.

La chiesa era originariamente più grande rispetto alla costruzione attuale e presentava tre navate e tre absidi, mentre oggi è a navata unica e monoabsidata. Interessanti la bifora sopra al portale maggiore e le lesene visibili all’esterno, l’altare in scagliola dipinta con fiori e santi e sul presbiterio una particolare“Madonna dell’Offerta”, chiamata anche popolarmente “Madonna della Finestra”, in marmo di Candoglia, realizzata negli anni Trenta dal Conte Mario Amman.

Sulla facciata di una delle case ancora oggi abitate si possono inoltre vedere decorazioni e bassorilievi in cotto rappresentanti alcuni personaggi risorgimentali: Vittorio Emanuele, Napoleone III, Conte Camillo Benso di Cavour e Giuseppe Garibaldi. Se a quanto vi ho detto aggiungete la possibilità di acquistare sul posto verdura e frutti profumati, rigorosamente non trattati, direi che vale davvero la pena di visitare la località Cascina Figina, posta a dieci minuti da Oggiono e pochi chilometri da Lecco, cantata anche da Davide Van De Sfroos in “Terra e Acqua”.

Di THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.